“ABBI FEDE” GIRATO IN 4K NATIVO CON LA VARICAM LT DI PANASONIC

IL FILM “ABBI FEDE” DI GIORGIO PASOTTI, NELLE SALE NEL PROSSIMO ANNO, È STATO GIRATO CON LA VARICAM LT PANASONIC.

IL DoP CARLO RINALDI, FA IL PUNTO SUI VANTAGGI DELLA REGISTRAZIONE NATIVA 4K E DEI PUNTI DI FORZA DEL NUOVO WORKFLOW, REALIZZABILE CON QUESTA CAMERA, UTILIZZATA ANCHE PER “THE HAUNTING OF SHARON”, NEGLI USA.

Opera seconda di Giorgio Pasotti, qui regista e coprotagonista con Claudio Amendola e Robert Palfrader, “Abbi Fede” è il remake italiano della commedia dark danese “Le mele di Adamo”, di grande successo internazionale. La pellicola, girata interamente in Alto Adige, nella provincia di Bolzano, e prodotto da Gianluca Cannizzo (Cannizzo Produzioni), Gianluca Lazzaroni (Grief Produktion), Heinz Stussak (Sigma Film) e Barbara Cirulli (Cineworld), con il contributo di RAI Cinema e IDM, ha visto impiegata la produzione italo-austriaca per circa quattro settimane, al lavoro per riprese sia indoor che outdoor e in condizioni metereologiche non sempre agevoli.

La Panasonic Varicam LT non è ancora una macchina comune tra le produzioni cinematografiche in Italia e l’esperienza pregressa e positiva del DOP è stata quindi cruciale per metterne in luce le potenzialità. Ha spiegato Carlo Rinaldi: “Ho avuto il piacere di lavorare per la prima volta con Panasonic negli Stati Uniti tra gennaio e febbraio di quest’anno e, proprio dopo aver concluso la fase di color del progetto che mi aveva visto impegnato, sono stato chiamato in Italia per questo nuovo film, per il quale non ho avuto dubbi nel suggerire alla produzione di scegliere la stessa telecamera. I produttori ed il regista si sono detti contenti di sperimentare, fidandosi ovviamente del brand che sta dietro la macchina, ma soprattutto della mia esperienza pregressa, che mi hanno permesso di metterne in luce punti di forza ed eccellente affidabilità”.

Dal punto di vista delle funzionalità tecniche il camcorder di Panasonic Varicam LT True 4K affianca elevata sensibilità e silenziosità, ampia gamma dinamica e profondità di campo cinematografica, alla capacità di registrare direttamente in 4K (4096 x 2160), il tutto in un design compatto e leggero.

Aggiunge a questo proposito il DOP: “Avevo in realtà già optato per una Varicam LT quando RAI CINEMA ci ha fatto sapere della richiesta di consegna del girato in 4K. A quel punto non ho avuto alcun dubbio ed ho subito proposto il camcorder di Panasonic, scelta che si è rivelata anche questa volta assolutamente vincente. Per la fornitura delle attrezzature ci siamo rivolti alla REC, che ci ha fornito un pacchetto con due Varicam LT ed alcuni registratori esterni Odyssey 7Q, che permettono di registrare in RAW. In questo modo abbiamo potuto utilizzare il corpo macchina davvero al massimo delle sue potenzialità, registrando direttamente in 4K RAW nativo su registratore esterno, inventando praticamente un vero e proprio nuovo workflow, non tradizionale, con l’opportunità aggiuntiva di esprimere davvero il 100%, ossia tutto quello che la Varicam è in grado di catturare”.  

 

La macchina conta su dimensioni compatte e su una estrema leggerezza e maneggevolezza, che la rendono particolarmente adatta a contesti di ripresa non sempre agevoli, quali ad esempio scene “in location”, ossia all’interno di stanze e spazi di piccole dimensioni, o in esterni in presenza di pioggia. Aggiunge Rinaldi: “É importantissimo per le produzioni cinematografiche poter contare su un equipaggiamento tecnico in grado di assicurare la totale affidabilità in tutte le situazioni, in quanto è tassativo ridurre al minimo il rischio di far slittare o allungare i tempi delle riprese, accorgendosi di non avere ad esempio a disposizione una telecamera sufficientemente eclettica. Anche in questo senso la Varicam non ci ha assolutamente deluso”.

 

Un ulteriore pregio della camera è la sua sensibilità in condizioni di basse luci, motivo per cui Rinaldi l’aveva scelta per il film precedente. Aggiunge: “Seppur in questo caso la sceneggiatura non prevedesse un numero elevato di notti, devo confermare un ottimo riscontro sui girati in luce naturale. Va detto poi che nel nostro settore i professionisti sono molto legati all’abitudine quando si tratta di scegliere gli strumenti di lavoro e uscire da quel mondo è sempre una sperimentazione. Personalmente non ho avuto dubbi a proporre la telecamera Panasonic e a convincere la troupe a cogliere questa sfida con me”.

 

Varicam LT è compatibile con diversi tipi di accessori e ottiche di qualità standard per l’industria cinematografica mondiale. Questo significa per le produzioni il valore aggiunto di poter scegliere liberamente di utilizzare strumenti già presenti nel proprio equipaggiamento, senza doversi accollare spese ulteriori.

Spiega Rinadi: “Lavoriamo un un settore in cui è davvero difficile andare oltre gli standard e questo camcorder ci ha permesso di lavorare esattamente con gli stessi accessori e le stesse ottiche a cui eravamo affezionati, senza compromessi in termini di qualità. Abbiamo scelto di utilizzare storiche e pluripremiate lenti COOK S4, scoprendo con piacere che la resa del sensore della Varicam si è accoppiata in modo decisamente perfetto con la sensibilità di questo particolare tipo di obiettivo, molto caldo e morbido”.

Tra l’altro la camera è molto facile da utilizzare, non solo dal punto di vista ergonomico, ma anche da quello dei menù e dei tasti, semplici e intuitivi anche per chi non l’ha mai utilizzata prima sul set.

Sono molti i punti di forza di questa macchina; la possibilità di registrare in RAW mi ha permesso sicuramente di preservare tutte le informazioni uscite dal sensore senza alcun tipo di compressione e oggi, avendo già visionato i giornalieri e riscontrato un primo feedback molto positivo da parte del laboratorio di post produzione, che ha evidenziato un’accuratezza incredibile del colore in tutta la gamma catturata sul set, posso dirmi davvero molto soddisfatto della scelta. Sono diverse le macchine della stessa classe e di pari qualità, ma facendo un bilancio tra qualità/prezzo, unito al riscontro degli ottimi risultati che avevo già ottenuto negli Stati Uniti, posso dire che la Varicam LT batte a tutti gli effetti i competitor”.

Conclude quindi Carlo Rinaldi, “Per un direttore della fotografia scegliere una telecamera è un po’ come per un pittore prediligere l’utilizzo di una vernice ad olio su una acrilica. Ogni macchina ha il suo sapore e uscire dal mondo di cui siamo abituati è sempre una sperimentazione, una sfida, ed è proprio quello che sono felice di aver colto, da ormai diverso tempo, con questo prodotto dell’avanguardia tecnologica firmata Panasonic”.